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Decreti ristori: ecco le principali possibilità di finanziamento per le aziende

I quattro decreti ristori emessi dal governo in queste settimane offrono alle aziende diverse opportunità di finanziamento per le aziende, sia in termini di nuove entrate, sia in termini di agevolazioni fiscali che possono permettere alle aziende di risparmiare somme reinvestibili in attività ordinarie o straordinarie.

Tuttavia, questi decreti sono lunghi, molto tecnici e vengono pubblicati con una certa frequenza, ragion per cui spesso per gli imprenditori è difficile trovare il tempo per rimanere aggiornati sulle opportunità che offrono. Per questa ragione, Tutor Aziendale ha deciso di raccogliere per voi le principali opportunità di finanziamento alle imprese.

Indice

  • Finanziamenti diretti
  • Esenzioni fiscali, crediti d’imposta ed opportunità di risparmio

FINANZIAMENTI DIRETTI

Contributi a fondo perduto per le partite IVA

Per i titolari di partita IVA, è messo a disposizione un nuovo contributo a fondo perduto che ne agevoli il sostentamento.

Quali sono le condizioni per accedere al finanziamento?

Per accedere al finanziamento è necessario:

  • Essere titolari di una partita IVA attiva alla data del 25.10.20;
  • Aver dichiarato di svolgere, sempre alla data del 25.10, una tra queste (Allegato 1) come attività prevalente;
  • Che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019. Questa condizione non è valida per coloro che hanno aperto la partita IVA in una data successiva al 1° gennaio 2019.

Se hai già beneficiato del contributo erogato dal Decreto Rilancio, questo contributo ti verrà erogato in maniera automatica sullo stesso conto corrente

A quanto ammonta il finanziamento?

Dobbiamo partire dal calcolo del contributo previsto per il Decreto Rilancio.

Esso prevedeva un contributo pari a:

  • Il 20% della differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019, se i ricavi e i compensi del 2019 sono pari o inferiori a 400.000 euro;
  • Il 15% della differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019, se i ricavi e i compensi del 2019 valgono tra 400.000 euro e 1.000.000 euro;
  • Il 10% della differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019, se i ricavi e i compensi del 2019 valgono tra 1.000.000 euro e 5.000.000 euro.

A prescindere da ciò, il finanziamento non era inferiore agli euro 1.000 per le persone fisiche e 2.000 per le persone giuridiche.

Partendo da tale cifra, è possibile calcolare questo nuovo contributo, che è una quota variabile dal 100% al 400% del precedente, a seconda del settore di attività. Qui sono consultabili le quote da applicare.

Fondo straordinario di sostegno agli enti del Terzo Settore

I gestori di enti del Terzo Settore quali:

  • Organizzazioni di volontariato regolarmente iscritte nei registri regionali;
  • Associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali e provinciali;
  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte all’anagrafe relativa,

possono accedere ad un fondo straordinario che prevede una dotazione di 70 milioni di euro per il 2021.

ESENZIONI FISCALI, CREDITI D’IMPOSTA ED OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO

Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo

Gli esercenti operanti in uno di questi settori (Allegato 2), o che hanno sede operativa in zona rossa, possono godere del credito d’imposta sul canone di locazione di immobili ad uso non abitativo per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020.

Il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura del:

  • 60% del canone mensile di locazione di immobili ad uso non abitativo finalizzati allo svolgimento del lavoro autonomo o di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole, turistiche;
  • 20% del canone mensile di locazione di immobili ad uso non abitativo per le imprese che esercitano attività di commercio al dettaglio;
  • 30% del canone mensile per contratti di affitto d’azienda o a prestazioni complesse;
  • 10% del canone mensile per contratti di affitto d’azienda o a prestazioni complesse per le imprese che esercitano attività di commercio al dettaglio.

Esenzione dal versamento IMU

(DR1)

È cancellata la seconda rata dell’IMU 2020 per gli immobili e relative pertinenze ove si esercitano le attività sospese o limitate a causa dell’emergenza (ovvero operanti in uno di questi settori (Allegato 2), a condizione che i soggetti passivi dell’IMU sugli immobili in oggetto siano anche gestori delle attività.

Ammortizzatori sociali

Ai datori di lavoro:

  1. appartenenti ai settori coinvolti nelle chiusure o limitazioni dettate dal DPCM del 24 ottobre;
  2. oppure ai quali era stata concessa la proroga di nove settimane prevista dal D.L. 104/2020;

sono concesse ulteriori sei settimane di accesso agli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione Ordinaria, Assegno ordinario e FIS), da collocarsi nel periodo tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.

A fronte di tale concessione, i datori di lavoro appartenenti alla seconda categoria dovranno versare un contributo addizionale pari a:

  • Il 9% della retribuzione totale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non esercitate durante la riduzione dell’attività, se il fatturato dell’attività nel primo semestre 2020, rispetto a quello del periodo corrispettivo nell’anno precedente, ha avuto una riduzione inferiore al 20%;
  • Il 18% della retribuzione totale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non esercitate durante la riduzione dell’attività, se non ci sono state riduzioni di fatturato.

I datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o maggiore al 20% o che hanno avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 non sono tenuti al versamento di alcun contributo.

Esonero dal versamento dei contributi

I datori di lavoro privati, non operanti nel settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale con una causale legata all’emergenza, sono esonerati dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di quattro settimane, fruibili entro il 31.01.2021.

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